{"id":439,"date":"2021-11-08T12:42:21","date_gmt":"2021-11-08T11:42:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studioponteggia.it\/?p=439"},"modified":"2022-06-09T13:24:10","modified_gmt":"2022-06-09T11:24:10","slug":"manifesto-per-unacustica-priva-di-difetti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.studioponteggia.it\/?page_id=439","title":{"rendered":"Manifesto per un&#8217;acustica priva di difetti (confessioni di un acustico)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella mia pratica, seppure limitata e poco gloriosa, di acustico (e tecnico competente in acustica) ho avuto comunque il piacere di vedere, ascoltare ed analizzare l\u2019acustica di diversi spazi. A partire da quelli &#8220;pregiati&#8221; per la produzione e fruizione artistica come teatri, auditorium, musei e sale per la registrazione musicale. Ma anche spazi per la didattica come aule, spazi per uso collettivo come stazioni ferroviarie, aeroporti e metropolitane. Fino a spazi per il lavoro come uffici, laboratori e capannoni aziendali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso mi \u00e8 capitato di trovare una mancanza di attenzione per l\u2019acustica architettonica ed in genere al benessere acustico, impianti di sonorizzazione improvvisati con una scarsissima intelligibilit\u00e0 del parlato. Ogni volta cerco di chiedermi il perch\u00e9 questo accada, se si tratti di assenza di progettualit\u00e0, di un&#8217;abitudine consolidata a trascurare il problema oppure sia tutto in balia della sorte.  &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi accorgo che le altre esigenze progettuali, come quelle architettoniche, impiantistiche e produttive lasciano sempre poco spazio al benessere acustico. Almeno fino a quando il problema del mancato benessere acustico diventa talmente evidente da limitare la fruizione degli spazi, per cui occorre necessariamente intervenire per ricondurre la situazione entro dei limiti ragionevoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acustica non viene vista come risorsa, ma piuttosto come problema, perch\u00e9 viene identificata con il problema stesso. Non si parla di benessere acustico, ma sempre del disturbo, del superamento dei limiti, dello stress provocato dal rumore (e di conseguenza si esalta l&#8217;elogio del silenzio). A mio avviso questo \u00e8 uno dei principali limiti della coscienza sociale, del vivere comune, che rende difficile parlare di acustica e che pone il tema in fondo alle esigenze di chi specifica e progetta gli spazi. Nel \u201csentire\u201d comune (e qui vale il doppio significato di sentire con l\u2019udito ma anche con l\u2019animo), la connotazione acustica di alcuni spazi come ad esempio delle piscine, ma anche delle chiese moderne e di alcuni centri commerciali, \u00e8 ormai quella in cui ci si aspetta di vivere degli spazi impossibili dal punto di vista acustico. Quindi si va oltre l\u2019identificazione del tema acustica con la \u201ccattiva acustica\u201d, addirittura la si giustifica ed accetta come fatto compiuto. Allo stesso tempo, credo per lo stesso motivo di fondo, ovvero perch\u00e9 si ignora, trovo esagerate le lodi tessute per la perfezione acustica dell\u2019antico, come ad esempio per il teatro Greco. Una sorta di nostalgia per un passato perfetto dove si dimentica completamente l\u2019evoluzione storica e sociale per decontestualizzare alcuni aspetti e trarne delle conseguenze al di fuori del tempo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi si pu\u00f2 fare notare come il fatto che professionalmente abbia sempre dovuto approcciare la risoluzione del problema del mancato comfort acustico sia del tutto naturale; come tecnico vengo chiamato a risolvere problemi solo laddove questi si presentino, credo sia in prima battuta una ipotesi ragionevole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla mia esperienza la soglia di accettazione sociale della mancanza di comfort in acustica \u00e8 molto elevata. Le ragioni per questo sono diverse ed affondano le radici in una realt\u00e0 sociale, in particolare specifica del &#8220;bel paese&#8221; ma credo non limitata alla nostra nazione, che mette in secondo piano l\u2019ergonomia e la funzionalit\u00e0 degli spazi di fronte all\u2019estetica ed ai vincoli legislativi che introducono rigidit\u00e0. Giustamente un edificio prima di tutto non deve crollare, deve resistere agli agenti atmosferici, ai terremoti, agli incendi e poi in seconda battuta occorre che gli spazi siano vivibili in modo salubre. L\u2019architettura dovrebbe coniugare questi aspetti con la funzionalit\u00e0 degli ambienti e non meramente assolvere agli obblighi e lasciare poi il resto in secondo piano. L\u2019acustica purtroppo \u00e8 ben oltre l\u2019essere in \u201csecondo piano\u201d e risale di importanza solo a seguito del verificarsi di situazioni insostenibili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che in parte questo fenomeno sia legato al fatto che l\u2019acustica non \u00e8 \u201cvisibile\u201d e per sperimentarla occorre anche l\u2019interazione del soggetto. Un ambiente, una volta illuminato da luce naturale od artificiale, non necessita di \u201cun\u2019azione attiva\u201d per essere visto, basta passivamente restare a guardare per ammirare. Per l\u2019acustica non \u00e8 cos\u00ec. O almeno lo \u00e8 solo in alcuni casi in cui la \u201cluce\u201d arrivi dall\u2019esterno dell\u2019osservatore. Ma l\u2019uomo non \u00e8 soggetto passivo per l\u2019acustica, \u00e8 egli stesso una \u201cluce\u201d che produce suoni che interagiscono con l\u2019ambiente. La comunicazione verbale, che avviene per mezzo del suono, vede noi stessi come sorgenti e ricevitori, in un ambiente che veicola e trasmette le informazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, l\u2019acustica architettonica prende vita solamente nel momento in cui gli spazi vengono vissuti, mentre l\u2019architettura (o forse dovrei dire l\u2019architettura visuale) non necessita di questo passaggio e vive di vita propria. Questo credo sia il motivo per cui, senza una profonda coscienza ed una conoscenza progettuale, l\u2019acustica architettonica sia un tema che emerge solo quando in effetti \u00e8 un problema. Troppo tardi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quello che riguarda alcuni aspetti del benessere acustico, quali l\u2019acustica \u201cpassiva\u201d degli edifici ed il rumore prodotto dagli impianti, la pratica progettuale ma anche la legislazione \u00e8 ormai matura e permette di realizzare spazi con caratteristiche idonee. Per quello che riguarda invece l\u2019acustica interna degli ambienti l\u2019approccio non pu\u00f2 essere lo stesso perch\u00e9, se mi \u00e8 consentita ancora l\u2019analogia con la luce, ad esempio l\u2019isolamento acustico cerca di controllare e gestire la \u201cluce\u201d proveniente dall\u2019esterno dell\u2019ambiente, oppure il controllo del rumore prodotto dagli impianti controlla una \u201cluce\u201d prodotta nelle vicinanze o all\u2019interno dell\u2019ambiente. Ma la \u201cluce\u201d che veicola le informazioni viene prodotta solamente dalle interazioni tra i soggetti presenti nell\u2019ambiente, o comunque sperimentata dagli stessi nel caso della riproduzione elettro-acustica. In questi casi il problema \u00e8 estremamente complesso e non \u00e8 riconducibile a modelli semplici, tra l\u2019altro nei casi sopra citati di isolamento acustico o rumore prodotto dagli impianti non c\u2019\u00e8 un contenuto informativo coinvolto, o comunque lo scopo non \u00e8 veicolare un\u2019informazione quanto limitare un rumore (che per definizione non porta informazione).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario complesso, che coinvolge aspetti fisici, percettivi ed infine sociali, la ricerca scientifica non ha portato alla sintesi di modelli omnicomprensivi, bens\u00ec \u00e8 riuscita ad avere successo in singoli aspetti come ad esempio nella codifica percettiva dei segnali (MP3), nello studio della preferenza delle sale da concerto (Ando) oppure nella valutazione della comprensibilit\u00e0 del parlato (STI).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si cerca di approcciare con metodo scientifico il problema generale dell\u2019acustica architettonica purtroppo \u00e8 facile dimenticare le basi dello stesso approccio e della modellazione in generale. Il modello su cui vengono effettuate previsioni \u00e8 un\u2019approssimazione della realt\u00e0 del fenomeno, e lo deve essere in modo di essere manipolabile, altrimenti non \u00e8 possibile usarlo, o meglio dovrei dire che non se ne trae alcun vantaggio. Se poi si dimentica che i parametri del modello sono del tutto fittizi e cercano di \u201cinterpretare\u201d la realt\u00e0, semplificando (modellando) il fenomeno, allora il metodo scientifico perde di valore. In acustica, dato che vengono coinvolti cos\u00ec tanti fenomeni tra cui la percezione dell\u2019individuo, che non \u00e8 oggettiva, l\u2019accuratezza dei modelli non pu\u00f2 essere elevata. Se mi \u00e8 consentita di nuovo un&#8217;analogia, ci troviamo a disegnare su un foglio di un bloc notes con dei pennarelli dalla punta molto larga e morbida, dei pennelloni. Non possiamo pretendere di realizzare dei disegni dettagliati, possiamo solamente abbozzare delle forme. Pretendere di realizzare un disegno dalle linee molto fini \u00e8 inutile, anzi \u00e8 controproducente perch\u00e9 il rischio \u00e8, nel tentativo di tracciare delle linee precise, quello di produrre delle macchie di colore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che un acustico debba prima di tutto prendere atto del fatto che gli strumenti che ha a disposizione siano grossolani. Questa presa di coscienza \u00e8 fondamentale per poter poi cercare di usare al meglio questi strumenti. In teoria, almeno nella parte fisica dell\u2019acustica, il problema generale \u00e8 risolvibile. Previa disponibilit\u00e0 di risorse di tempo e di calcolo \u00e8 possibile predire il campo sonoro in un ambiente con un dettaglio teoricamente variabile a piacere. Per specifiche applicazioni questa \u00e8 anche una soluzione pratica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma pensare che possa diventare un approccio generico per la progettazione acustica architettonica \u00e8 un\u2019illusione, perch\u00e9 non dipende dalle sole risorse di calcolo, non \u00e8 un problema gestibile con la cosiddetta \u201cforza bruta\u201d. Prima di tutto non \u00e8 possibile ridurre il problema alla sola parte di fisica di propagazione. E\u2019 noto poi che l\u2019ascolto non \u00e8 solamente mono-sensoriale uditivo, ma \u00e8 dipendente dagli altri sensi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma senza limitarsi a questi aspetti, il problema va approcciato dal punto di vista dell\u2019architettura degli ambienti. L\u2019idea che l\u2019architettura possa essere separata dall\u2019acustica \u00e8 errata. L\u2019architettura \u00e8 acustica e viceversa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si pu\u00f2 pensare di \u201crisolvere\u201d dei problemi di acustica in modo indipendente dall&#8217;architettura, almeno nell\u2019accezione che vede l\u2019architettura come una disciplina \u201cgeometrica\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi stupisco di quanta poca attenzione venga rivolta dagli architetti al tema dell\u2019acustica, ed in effetti l\u2019attenzione richiesta sarebbe poca. Mi stupisco allora del fatto che, seppure produrre \u201carchitetture\u201d acusticamente confortevoli sia semplice, tutto ci\u00f2 venga ignorato e sacrificato di fronte ad altre esigenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che parte del problema sia anche da assumere da parte dei tecnici che si occupano di acustica, che non riescono a comunicare correttamente la \u201cmisteriosa tematica invisibile\u201d e che a volte si ergono come custodi gelosi di una conoscenza elitaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono delle semplici regole che permettono di evitare i principali errori che compromettono la vivibilit\u00e0 acustica di uno spazio. Queste dovrebbero essere alla base di una corretta progettazione architettonica che tenga conto dell\u2019acustica. Una volta rispettate queste semplici regole, \u00e8 possibile poi scendere nel dettaglio ed ottimizzare alcuni aspetti della resa acustica. E qui che i modelli di calcolo possono entrare in scena. Questo \u00e8 l\u2019approccio che credo sia pi\u00f9 funzionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo quello che traspare da molti libri di testo e corsi di vario livello \u00e8 l\u2019approccio di una progettazione acustica \u201ca se stante\u201d che cerca di ottimizzare dei parametri, e che non \u00e8 detto non possa portare a realizzare ambienti confortevoli, ma rischia in gran parte dei casi di naufragare di fronte alla non applicabilit\u00e0 delle soluzioni proposte. Soprattutto se viene pensata come ad una attivit\u00e0 complementare e parallela alla progettazione architettonica tout-court.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A mio avviso occorre ripensare l\u2019ottimizzazione in ambito di progettazione acustica secondo un\u2019ottica differente, che ribalti il problema. La progettazione acustica non dovrebbe perseguire dei valori ottimali piuttosto dovrebbe cercare di evitare delle zone di \u201cvalori errati\u201d. Ad esempio quando si parla di tempo di riverberazione ottimale in funzione di tipologia di ambiente e volume, secondo me si sbaglia approccio. Occorrerebbe piuttosto parlare di evitare l\u2019errore, che \u00e8 quello di un tempo di riverberazione troppo elevato o troppo basso per un dato ambiente in funzione di destinazione d\u2019uso e volume. Cos\u00ec anche per altri parametri acustici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro rischio poi \u00e8 quello di ottimizzare l\u2019acustica di un ambiente perseguendo un singolo parametro o un limitato insieme di parametri tralasciandone altri. Questo approccio \u00e8 irragionevole e porta al fallimento in molte situazioni, purtroppo per\u00f2 \u00e8 uno degli approcci maggiormente perseguiti nella pratica della progettazione ed anche nella normazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad onore del vero occorre dire che, anche nell\u2019esempio dell\u2019ottimizzazione del tempo di riverberazione, spesso si fa riferimento ad un intervallo ottimale nell\u2019intorno di un valore il che porta esattamente all\u2019approccio da me invocato di evitare tempi troppo bassi o troppo elevati. E\u2019 per\u00f2 il punto di vista che secondo me \u00e8 sbagliato, si sta guardando il problema da un\u2019ottica errata. L\u2019ottica corretta \u00e8 quella di evitare l\u2019errore e non quella di ottimizzare all\u2019interno di un intervallo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla mia esperienza personale come tecnico in acustica sto imparando dai miei errori, cercando di migliorare di volta in volta le mie conoscenze. Non ho la pretesa di fornire delle soluzioni applicabili ad una moltitudine di problemi o di sviluppare teorie (non ne sono in grado). Confortato per\u00f2 dalle parole di Kuttruff \u201cIt is, of course, the purpose of all efforts in room acoustics to avoid acoustical deficiencies and mistakes.\u201d posso fornire quelli che per me sono gli errori da evitare nella progettazione acustica:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>mancanza di visibilit\u00e0 tra ascoltatore e sorgente, ovvero se non vedo bene allora molto probabile che non senta bene<\/li><li>eccesso o mancanza di riverberazione<\/li><li>campo sonoro non sufficientemente diffuso<\/li><li>fenomeni di echi o ribattuti (che nel caso di sonorizzazione elettroacustica significa sovrapposizione tra sorgenti)<\/li><li>riflessioni provenienti prevalentemente da direzioni non laterali<\/li><li>insufficiente rapporto segnale\/rumore ovvero<ul><li>rumore troppo elevato<\/li><li>livello di segnale troppo basso rispetto al rumore<\/li><\/ul><\/li><li>livello di segnale troppo basso o troppo alto per un ascolto confortevole<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente per perseguire l\u2019obiettivo di evitare questi errori non solo \u00e8 possibile, ma importante utilizzare gli strumenti di modellazione che la tecnologia odierna ci mette a disposizione. Occorre per\u00f2 non perdere di vista gli obiettivi sopra elencati ed evitare di incappare in uno o pi\u00f9 degli errori solo per ottimizzare uno o alcuni parametri acustici. Mi si potrebbe obiettare che potrebbe essere possibile modellare l\u2019intero spazio dei parametri sopra indicati e procedere ad una ottimizzazione globale. Forse un giorno si arriver\u00e0 a questa soluzione, ma occorre avere coscienza del fatto che non si tratta di un mero problema di risorse di calcolo ma di approccio alla modellazione in generale. Aumentando la complessit\u00e0 di un modello ed introducendo pi\u00f9 variabili aumentano i gradi di libert\u00e0. Applicando una maggiore potenza di calcolo si ottengono sicuramente dei risultati, ma questi risultati ottimizzano il modello e non la realt\u00e0 modellata. Se il modello non riesce a rappresentare in modo \u201cfedele\u201d la realt\u00e0 avr\u00f2 semplicemente speso pi\u00f9 risorse per arrivare ad una soluzione errata. E\u2019 il modello stesso che deve essere migliorato, e non \u00e8 detto che ci\u00f2 sia possibile. Fino a quel giorno occorrer\u00e0 applicare le regole di sopra ed ottimizzare lungo le singole \u201cdirezioni\u201d utilizzando modelli di calcolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I modelli di calcolo e le simulazioni numeriche assolvono inoltre un\u2019altra importante funzione che non ha direttamente a che fare con la progettazione, ma piuttosto con la comunicazione. Dato che il suono non \u00e8 \u201cvisibile\u201d molto spesso per comunicare alcuni aspetti della progettazione acustica \u00e8 utile ricorrere a delle visualizzazioni di particolari parametri in forma grafica. Questo permette di far \u201cvedere\u201d il suono e giustificare alcune scelte progettuali e comunicare con gli altri professionisti coinvolti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un mondo ideale l\u2019acustico dovrebbe lavorare in piena sinergia con l\u2019architetto, aiutandolo nella concezione del progetto dello spazio, ed esplorando insieme ad esso le soluzioni possibili. In un mondo ancora pi\u00f9 ideale l\u2019architetto \u00e8 egli stesso un acustico. L\u2019architettura \u00e8 acustica e viceversa. Purtroppo, o per fortuna per il mio lavoro, l\u2019acustica \u00e8 una tematica fortemente interdisciplinare e verticale, che richiede competenze specifiche per cui \u00e8 difficile trovare un bravo architetto che riesca a manipolare la vastit\u00e0 della materia in modo efficace. O pi\u00f9 probabilmente un architetto molto bravo sa che ha bisogno di un acustico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso come acustico vengo chiamato solo una volta che un luogo \u00e8 costruito ed i difetti sono evidenti, quando mi \u00e8 possibile coinvolgo sempre un architetto per avere una visione che non sia miope e veda solo i problemi (e le opportunit\u00e0) nel ristretto ambito dell&#8217;acustica. Anche perch\u00e9 mettere mano all\u2019acustica di un ambiente molto spesso significa doverne modificare l\u2019aspetto geometrico e comunque introdurre dei materiali che modificano l\u2019architettura dell\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte per\u00f2 non \u00e8 possibile coinvolgere un altro professionista, spesso per questioni economiche, perch\u00e9 come scrivevo prima l\u2019acustica \u00e8 vista come un problema e non una risorsa, una caratteristica imprescindibile del comfort di un ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi casi come corollario agli errori da evitare da parte del tecnico acustico dovrei aggiungerne altri:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>mancanza di illuminazione<\/li><li>mancanza di areazione<\/li><li>mancanza di comfort termico<\/li><li>mancanza di \u201cbellezza\u201d in senso architettonico<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho mai avuto la pretesa di sostituirmi ad un architetto e di essere in grado di progettare degli interventi di correzione acustica esteticamente gradevoli e funzionali all\u2019uso di uno spazio, ma credo di essere comunque in grado di evitare di stravolgere l\u2019architettura di un ambiente al solo fine di risolverne i problemi di acustica. Spesso vengo chiamato da clienti per realizzare o modificare ambienti specifici per la produzione artistica come studi di registrazione che di sovente sono realizzati in porzioni di edifici non del tutto idonei allo scopo, con il tempo ho realizzato che l\u2019approccio di cui sopra ovvero quello di evitare gli errori sia quello che fornisce le risposte pi\u00f9 idonee. Uno spazio deve essere vivibile prima di tutto, prima di essere uno spazio acusticamente idoneo alla produzione artistica. Viceversa uno spazio acusticamente non idoneo alla destinazione d\u2019uso non \u00e8 comunque vivibile. Mi ripeto, l\u2019architettura \u00e8 acustica e viceversa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 assolutamente mia intenzione mettere in dubbio decenni di ricerca e di pubblicazioni scientifiche al riguardo della progettazione acustica degli ambienti, ma la mia pratica lavorativa mi ha portato gradualmente ad un cambio di prospettiva che rende l\u2019acustica una materia estremamente \u201csemplice\u201d. Basta evitare gli errori. Basta applicare il \u201cbuon senso\u201d, anche se inteso nell&#8217;accezione dell\u2019acustico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi rendo conto che questa banalizzazione possa essere anche vista come una provocazione, la metto gi\u00f9 talmente semplice che potrei far pensare che la figura stessa dell\u2019acustico sia superflua. Ed in parte \u00e8 cos\u00ec, le decisioni \u201cbanali\u201d dal punto di vista acustico le dovrebbe prendere il progettista architettonico conscio degli errori da evitare, senza dover scendere nel dettaglio delle soluzioni acustiche, basta prevedere che queste ci siano e che non vengano rese inefficaci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acustica \u00e8 una materia estremamente complessa che richiede competenze interdisciplinari, una materia \u201cverticale\u201d che interessa aspetti che vanno dalla fisica alle neuro-scienze. Il mio non \u00e8 un tentativo di liquidare il tutto con la giustificazione della complessit\u00e0. Ma questa complessit\u00e0 non pu\u00f2 che essere gestita, ed il primo passo \u00e8 quello di evitare gli errori che comprometterebbero qualsiasi altra scelta progettuale. Una base di partenza da cui poi l\u2019acustico pu\u00f2 partire e fare la differenza fornendo soluzioni che massimizzino il comfort di un ambiente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che evitando i pochi difetti qui elencati si possano realizzare ambienti dalle caratteristiche acustiche corrette. Questo approccio garantisce una sufficiente libert\u00e0 dal punto di vista della progettazione architettonica in modo che possano essere realizzati ambienti non solo corretti acusticamente ma architettonicamente interessanti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudo questa mia confessione con le parole di un acustico di scuola nord-europea, ben pi\u00f9 esperto e navigato del sottoscritto, raccolte durante una chiacchierata informale a lato di un convegno: &#8220;L&#8217;acustica perfetta \u00e8 quella che nessuno nota e di cui nessuno parla.&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"excerpt\">Nella mia pratica, seppure limitata e poco gloriosa, di acustico (e tecnico competente in acustica) ho avuto comunque il piacere di vedere, ascoltare ed analizzare l\u2019acustica di diversi spazi. 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